Account
sabato, Dicembre 13, 2025
Il Nuovo Mediterraneo
  • Home
  • Chi siamo
  • Aree del Mediterraneo
    • Europa
    • Asia
    • Africa
  • Oltremare
  • Presentatori AI
  • Collabora con noi
  • Inglese
No Result
View All Result
Il Nuovo Mediterraneo
  • Home
  • Chi siamo
  • Aree del Mediterraneo
    • Europa
    • Asia
    • Africa
  • Oltremare
  • Presentatori AI
  • Collabora con noi
  • Inglese
No Result
View All Result
Il Nuovo Mediterraneo

Israele e Palestina: la questione arabo-israeliana nel secondo dopoguerra (Seconda Parte)

Continua il nostro rapido viaggio nell'irriducibile scontro tra Israele e Palestina attraverso il XX secolo.

Antonio Iannaccone by Antonio Iannaccone
29 Dicembre 2023
in Storia
Reading Time: 5 mins read
A A
Israele e Palestina: la questione arabo-israeliana nel secondo dopoguerra (Prima Parte)

Contenuti

  • La blitzkrieg d’Israele: la Guerra dei Sei Giorni
  • Fare la guerra per fare la diplomazia: La Guerra dello Yom Kippur

Questo articolo è disponibile anche in: Inglese

In questa seconda parte ci dedicheremo a descrivere brevemente gli sviluppi della questione arabo-israeliana nella seconda metà del Novecento. Dopo gli scontri del ’48 e la crisi di Suez, Israele si rafforzò ulteriormente fino ad assurgere a potenza regionale dominante. Questo le permise di proiettare nuovamente la sua capacità offensiva sui suoi vicini ripetutamente per tutto il XX secolo. Qualora vi foste persi la prima parte, potete cliccare qui per leggerla.

La blitzkrieg d’Israele: la Guerra dei Sei Giorni

Dopo undici anni dai fatti di Suez, sulla Terra Santa spiravano nuovi venti di guerra. La salita al potere del partito baathista in Siria nel 1966 portarono Damasco e Tel Aviv ai ferri corti. Noureddin Mustafa Ali al-Atassi, nuovo leader siriano, cercò subito manforte per opporsi alla minaccia israeliana. Infatti, i due Paesi stavano dando il via ad una intensa schermaglia nell’area del mare di Galilea.

L’Egitto rispose subito alla chiamata, siglando un patto di mutua difesa con Damasco. Israele si mosse molto rapidamente, attaccando preventivamente vari villaggi giordani in cui diversi fedayn palestinesi si rifugiavano per poi insediare in maniera asimmetrica le forze ebraiche. Questo attacco esacerbò ancora di più gli animi, non permettendo alla tensione di scemare.

Ad aprile del 1967, l’escalation ebbe inizio con l’abbattimento di sette MiG siriani sui cieli di Damasco da parte d’Israele. Intanto, un rapporto dell’intelligence sovietica riportava erroneamente al governo siriano che l’IDF (Forze di Difesa Israeliane) stava ammassando le proprie truppe presso le alture del Golan. Ottenuta tale informazione in maggio, Nasser si mosse coraggiosamente nel Sinai chiedendo un ritiro parziale delle truppe ONU nell’area.

L’organizzazione offrì due opzioni al presidente egiziano: non-ritiro o ritiro totale. Per non perdere credibilità, Nasser scelse il ritiro completo, rimuovendo di fatto l’unico cuscinetto tra sé e Israele. Il 22 dello stesso mese ripeté la chiusura degli stretti di Tiran come undici anni prima. Gli israeliani interpretarono ciò come un casus belli, ritenendo che l’estromissione dal Mar Rosso fosse per loro inaccettabile.

 

Soldati israeliani avanzano attraverso il Sinai durante la Guerra dei Sei Giorni. Crediti: BBC

 

Intanto, il 30 la Giordania si unì al patto di difesa sirio-egiziano per evitare l’isolamento diplomatico. Gli Stati Uniti diedero un tacito assenso ad Israele riguardo un attacco preventivo che avvenne il 5 giugno 1967. La grande catastrofe militare araba ebbe inizio con un colpo tanto rapido quanto letale: l’aviazione israeliana distrusse in poche ore 585 velivoli ancora a terra della coalizione islamica. Questo fornì agli ebrei il totale controllo dei cieli, pilastro della guerra contemporanea.

L’offensiva di terra fu travolgente ed in sei giorni Israele conquistò l’intero Sinai, la Cisgiordania e le Alture del Golan. La scarsa coordinazione degli eserciti arabi non diede vita ad un attacco congiunto, permettendo ad Israele di sconfiggere un esercito alla volta. Dal 6 all’8 giugno, gli israeliani travolsero l’esercito egiziano e sbarrarono la ritirata a migliaia di soldati nei passi di Mitla e Gidi.

A migliaia trovarono la morte, molti vennero catturati, altri fuggirono attraverso il deserto dove morirono di stenti. L’8 giugno, inoltre, l’aviazione ebraica attaccò deliberatamente la nave spia statunitense USS Liberty, causando la morte di 34 marinai americani nella totale non curanza del gruppo navale orbitante attorno alla portaerei Saratoga. L’azione sembrerebbe essere stata eseguita in virtù di comunicazioni registrate dalla USS Liberty che il governo israeliano non voleva fossero divulgate.

 

Israele do
L’estensione territoriale di Israele dopo la Guerra dei Sei Giorni.

 

Il 10 giugno arrivò il cessate il fuoco che terminò le ostilità. Il mondo arabo uscì distrutto da questo conflitto, ormai deluso dalle élite al potere e sfiduciato nei confronti dell’ideologia panaraba. Lo Stato ebraico aveva triplicato la sua estensione in soli sei giorni, sferrando un duro colpo ai suoi storici nemici. Israele aveva vinto strategicamente, ma non tutti i guadagni sarebbero durati a lungo.

Fare la guerra per fare la diplomazia: La Guerra dello Yom Kippur

La Guerra dei Sei Giorni aveva rappresentato uno spartiacque per il mondo islamico. Israele era ormai all’apice della sua forza, mentre i Paesi perdenti si riorganizzavano dal punto di vista politico. Il 1970 vide due importanti cambi di leadership nelle due principali nazioni del blocco filopalestinese. Anwar Sadat divenne presidente dell’Egitto a seguito della morte improvvisa di Nasser che era stato stroncato da un infarto.

 

Il presidente egiziano Anwar Sadat.

 

La Siria, invece, vide la salita al potere del baathista Hafez al-Assad (padre dell’attuale presidente siriano Bashar al-Assad). La Giordania e il Libano si limitarono a defilarsi dallo scontro, per quanto continuassero a supportare idealmente la causa palestinese. Il presidente Sadat fu subito impegnato nel dare all’Egitto un enorme cambio di rotta geopolitico.

 

Il presidente siriano Hafez al-Assad.

 

Egli era disposto ad infrangere il tabù dei negoziati con Israele, a patto che si giungesse ad un compromesso accettabile per ambo le parti. Sadat era consapevole che l’economia egiziana dovesse essere risanata. Tale ripresa economica poteva avvenire per lui solo alleggerendo la spesa militare e permettendo agli investimenti occidentali di inondare il Paese. Ciò rimaneva comunque impossibile fino a che Israele avesse mantenuto il controllo della penisola del Sinai e non si fosse giunti ad un trattato di pace.

Tel Aviv rifiutò immediatamente la proposta egiziana che consisteva nel: aprire il Canale di Suez, dichiarare un cessate il fuoco e negoziare una pace sulla Risoluzione 242 dell’ONU. Secondo Israele, le nuove frontiere erano necessarie per la sicurezza dello Stato ebraico. Alla luce di ciò, Sadat decise procedere per una via eterodossa: usare la spada per fare la pace.

L’Egitto intendeva avviare un nuovo conflitto con Israele per indebolirlo così da poter negoziare da pari a pari i termini delle trattative. Il Cairo fece di nuovo ricorso al suo usuale alleato siriano per organizzare stavolta un vero e proprio attacco coordinato. Al-Assad rispose positivamente al piano egiziano e a gennaio i due eserciti furono posti sotto un comando unificato, mentre diverse manovre diversive riuscirono a dissimulare le intenzioni arabe.

L’intelligence israeliana, infatti, non comprese che gli arabi stavano per montare una nuova operazione militare, sottovalutando in maniera grossolana le potenzialità belliche di Siria ed Egitto a seguito della sconfitta del 1967. Anche l’Alto Comando ebraico non fu da meno, troppo sicuro della propria superiorità militare.

Il 6 ottobre 1973 scoppiò infine la Guerra dello Yom Kippur. L’attacco fu un vero e proprio fulmine a ciel sereno per il governo israeliano che dovette correre ai ripari. Le operazioni arabe furono questa volta efficaci grazie ad un coordinamento interforze vero e proprio che permise agli egiziani di superare il Canale di Suez e ai siriani di muovere verso le Alture del Golan.

Il repentino coinvolgimento dell’aviazione americana a difesa di Israele scongiurò una dura sconfitta ebraica. A seguito della parzialmente efficace controffensiva israeliana, il 22 ottobre si negoziò un cessate il fuoco. L’Egitto era riuscito a colmare la disparità di forza in campo e poteva ora negoziare in maniera paritaria. Il Sinai venne riconsegnato al legittimo proprietario e fu avviato un lungo processo che portò al primo trattato di pace arabo-israeliano tra Egitto ed Israele con gli accordi di Camp David del 1979.

 

Azioni militari egiziane in Sinai nella Guerra dello Yom Kippur. Crediti: The Strategy Bridge.

 

L’inaspettato cessate il fuoco colse di sorpresa il leader siriano Hafez al-Assad che non volle minimamente seguire Sadat sul percorso del compromesso, considerando l’egiziano come un traditore della causa palestinese. Il siriano non era mai stato informato della volontà del Cairo di negoziare rapidamente con Tel Aviv. Ciò si tradusse in un conflitto inconcludente per Damasco che non riuscì a riappropriarsi delle Alture del Golan strappategli nel ’67. A dispetto di questo, la Siria baathista perseverò stoicamente nella linea dura antisionista e nella corsa agli armamenti.

La Guerra dello Yom Kippur non fu solo fondamentale per il conflitto arabo-israeliano, ma anche per gli equilibri della Guerra Fredda. L’Egitto abbandonò progressivamente la sfera sovietica per allinearsi infine con gli Stati Uniti nel 1979. Tale rivolgimento indebolì il fronte palestinese, poiché Israele non dovette più curarsi dei suoi confini meridionali. Ciò avviò una istituzionalizzazione dell’occupazione israeliana e spinse la resistenza palestinese a ricorrere a metodi sempre più estremi e disperati. Le dinamiche del conflitto erano ora ancora più complesse.

 

Per la prima parte, cliccare qui.

 

Rimani sempre aggiornato seguendoci su Telegram e Instagram! 

 

Aggiungi ai Preferiti
Please login to bookmark Close

Potrebbe anche interessarti

Regali di Natale

Regali di Natale nel Mediterraneo: da San Nicola ai Re Magi

9 Aprile 2025
Israele e Palestina: la questione arabo-israeliana nel secondo dopoguerra (Prima Parte)

Israele e Palestina: la questione arabo-israeliano nel secondo dopoguerra (Terza Parte)

9 Aprile 2025
Israele e Palestina: la questione arabo-israeliana nel secondo dopoguerra (Prima Parte)

Israele e Palestina: la questione arabo-israeliana nel secondo dopoguerra (Prima Parte)

29 Dicembre 2023

No account yet? Register

Tags: IsraelePalestina
ShareTweetSendShare
Previous Post

Aurora boreale in Italia? Forse. Più “luce” sul fenomeno

Next Post

Il concorso del Mediterraneo: in attesa del 28 novembre

Antonio Iannaccone

Antonio Iannaccone

Classe ‘99, napoletano trapiantato nella Città Eterna. Storico di formazione, ama unire la sua conoscenza storica alla geopolitica sempre alla scoperta delle molteplici realtà del mondo.

Consigliati per te

Oliviewood: Cipro come nuova Hollywood del Mediterraneo

by Fabiana Chillemi
11 Dicembre 2025
0
Oliviewood Cipro.

Con il progetto Olivewood Cipro, l’isola mediterranea punta a trasformarsi in un centro di produzione cinematografica di riferimento. Cipro, famosa per le sue spiagge e il patrimonio storico,...

Read moreDetails

Il Tesoro di Priamo: la storia della scoperta di Schliemann

by Giulia Di Bartolo
28 Novembre 2025
0
Sito degli scavi archeologici a Troia, Turchia.

Quando Heinrich Schliemann annunciò, il 31 maggio 1873, di aver portato alla luce un tesoro presso il colle in Turchia che aveva identificato come l’antica Troia, la notizia ebbe...

Read moreDetails

Semiramide: la Regina assira “architetta” dei Giardini di Babilonia

by Giulia Di Bartolo
24 Novembre 2025
0
Semiramide: la Regina assira “architetta” dei Giardini di Babilonia

Semiramide occupa uno dei posti più affascinanti nella memoria del Vicino Oriente antico. Nella tradizione greco-romana diventa una regina guerriera, architetta di meraviglie e fondatrice di città. Nelle...

Read moreDetails

Il matrimonio albanese: quattro giorni di tradizione e feste

by Fabiana Chillemi
17 Novembre 2025
0
Ceremonia e Marrjes se Nuses - Valbonë. La cerimonia del corteo nuziale – Valbonë. Matrimonio in Albania. Crediti: Shkelzen Rexha Gjakovë via Wikimedia Commons. CC BY-SA 4.0

Il matrimonio in Albania è una celebrazione che affonda le radici in tradizioni secolari, ricche di simbolismi e rituali che riflettono la cultura e l'identità del popolo albanese....

Read moreDetails

A Sea of Words: giovani scrittori mediterranei raccontano il futuro

by Fabiana Chillemi
13 Novembre 2025
0
Bandiera del Segretariato dell’Unione per il Mediterraneo.

Il Mediterraneo è una terra di incontri e contraddizioni, di dialoghi antichi e di nuove sfide globali. In questo scenario nasce il concorso letterario A Sea of Words,...

Read moreDetails
Load More
Next Post
Mediterraneo

Il concorso del Mediterraneo: in attesa del 28 novembre

Notizie correlate

Dolci e cibarie tipici del solstizio d'inverno.+

Solstizio d’inverno nel mondo: Yaldā, Chellah, Dongzhi

22 Aprile 2024
Cicerone, oratore famoso per ricorrere al metodo dei Loci. (Statua a Roma, Palazzo di Giustizia)

La memoria nell’antichità: i Loci ed il Palazzo della memoria

9 Aprile 2025
tappeti persiani

Trame del Mediterraneo: i tappeti tra arte e tradizione tessile

10 Giugno 2025

Cerca per Categoria

  • Accadde oggi
  • Africa
  • Archeologia
  • Arte
  • Asia
  • Attualità
  • Cinema
  • Costumi e tradizioni
  • Cucina
  • Cultura pop
  • Eccellenze
  • Europa
  • Green
  • Istruzione
  • Italiano per stranieri
  • Letteratura
  • Lifestyle
  • Multimedia e Live
  • News
  • Oltremare
  • Paesi del Mediterraneo
  • Presentatori AI
  • Storia
  • Storie di vite
  • Tecnologia e innovazione
  • Turchia
  • Viaggi

L'osservatorio culturale sui 22 paesi che si affacciano sul Mar Mediterraneo.

Contatti:
info@ilnuovomediterraneo.com

Redazione:
press@inm.news

Follow us

Privacy Policy

Cookie Policy

Termini e Condizioni

Aree del Mondo

  • Paesi del Mediterraneo
  • Africa
  • Asia
  • Europa
  • Oltremare

Categorie

  • Accadde oggi
  • Africa
  • Archeologia
  • Arte
  • Asia
  • Attualità
  • Cinema
  • Costumi e tradizioni
  • Cucina
  • Cultura pop
  • Eccellenze
  • Europa
  • Green
  • Istruzione
  • Italiano per stranieri
  • Letteratura
  • Lifestyle
  • Multimedia e Live
  • News
  • Oltremare
  • Paesi del Mediterraneo
  • Presentatori AI
  • Storia
  • Storie di vite
  • Tecnologia e innovazione
  • Turchia
  • Viaggi

Ultime news

Oliviewood Cipro.

Oliviewood: Cipro come nuova Hollywood del Mediterraneo

11 Dicembre 2025
Ploumisto psomi: pane cerimoniale greco finemente intagliato

L’arte del pane intagliato: il Ploumisto Psomi della Mesogea greca

1 Dicembre 2025
Sito degli scavi archeologici a Troia, Turchia.

Il Tesoro di Priamo: la storia della scoperta di Schliemann

28 Novembre 2025

© 2023 ilNuovoMediterraneo - Testata in attesa di registrazione.

Welcome Back!

Login to your account below

Forgotten Password? Sign Up

Create New Account!

Fill the forms bellow to register

All fields are required. Log In

Retrieve your password

Please enter your username or email address to reset your password.

Log In

Add New Playlist

No Result
View All Result
  • it Italiano
  • en English
  • Home
  • Aree del Mediterraneo
    • Europa
    • Asia
    • Africa
    • Oltremare
  • Chi siamo

© 2023 ilNuovoMediterraneo - Testata in attesa di registrazione

Are you sure want to unlock this post?
Unlock left : 0
Are you sure want to cancel subscription?