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Le Candelore di Sant’Agata: storia della devozione catanese

Le Candelore di Sant'Agata, sono il luminoso simbolo della devozione catanese che accompagnano le processioni del 3, 4 e 5 febbraio.

Giulia Di Bartolo by Giulia Di Bartolo
9 Aprile 2025
in Costumi e tradizioni, Europa, Storia
Reading Time: 3 mins read
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Candelore di Sant'Agata. Crediti: Effems via Wikimedia Commons. CC BY-SA 4.0

Candelore di Sant'Agata. Crediti: Effems via Wikimedia Commons. CC BY-SA 4.0

Contenuti

  • Origini e trasformazione delle Candelore
  • Struttura e decorazioni
  • Le Candelore oggi

Le Candelore di Sant’Agata, conosciute in siciliano come cannalori o cili, sono tra le espressioni più straordinarie della devozione catanese verso la Santa patrona della città. Accompagnano le processioni del 3, 4 e 5 febbraio, aprendo il cammino del fercolo tra il suono delle bande musicali e la tipica annacata, il movimento dondolante che le caratterizza.

Origini e trasformazione delle Candelore

Le Candelore nascono con lo scopo di illuminare il cammino dei devoti durante la processione, riprendendo un’antica tradizione legata alla Festa della Candelora, istituita secondo alcune fonti da papa Gelasio I nel 492, secondo altre da papa Sergio I nel 687. L’uso di torce e ceri votivi, tuttavia, ha origini ancora più remote, legate ai riti pagani di purificazione e di celebrazione della luce come elemento sacro.

Candele di Sant'Agata. Crediti: Giordano Cascone via Wikimedia Commons. CC BY-SA 4.0
Candele di Sant’Agata. Crediti: Giordano Cascone via Wikimedia Commons. CC BY-SA 4.0

In origine, la candelora era un semplice fascio di lunghe candele assemblate a formare una grande torcia. Con il tempo, questa struttura si è evoluta in vere e proprie macchine processionali in legno, sviluppate su più livelli e decorate con scene raffiguranti episodi del martirio di Sant’Agata, santi, angeli ed elementi biblici. Il cero centrale è stato sostituito da una sfera colorata con i simboli della corporazione di appartenenza, che si illumina di notte, simboleggiando la fiamma votiva e regalando uno spettacolo estremamente suggestivo.

Le prime testimonianze documentate risalgono al 1514, quando si contavano 22 candelore. Nel 1674 il numero era salito a 28, mentre all’inizio del Novecento si era ridotto a 13. Il 2 febbraio 2024 è stato presentato il quindicesimo cereo, dedicato al commendatore Luigi Maina.

Struttura e decorazioni

Le Candelore sono vere e proprie imponenti opere d’arte, ciascuna con uno stile e decorazioni che ne raccontano l’identità e l’appartenenza. Pur variando nei dettagli, condividono una struttura di base con alcuni elementi ricorrenti. La base è solitamente quadrangolare e decorata con sculture elaborate tra cui figurano leoni, aquile e cariatidi. In alcuni casi, il primo ordine raffigura episodi della vita di Sant’Agata, aggiungendo un ulteriore elemento narrativo alla struttura. Le decorazioni sono ricche e dettagliate: putti e angeli si trovano spesso su più livelli, reggendo corone o stemmi, mentre le statuette di santi sono un elemento comune, con Sant’Agata quasi sempre affiancata da San Sebastiano, Sant’Euplio o l’Immacolata Concezione. La struttura è ulteriormente arricchita da ghirlande floreali e fruttate, festoni e decorazioni.Candelora dei Pescivendoli di Sant'Agata. Crediti: Effems via Wikimedia Commons. CC BY-SA 4.0

L’illuminazione gioca un ruolo fondamentale, soprattutto nelle ore serali. La parte superiore è spesso sormontata da una corona, talvolta sorretta da angioletti o putti, e decorata con stemmi e bandiere disposti a raggiera. L’elemento più riconoscibile è il grande globo infiorato posto sulla sommità, che di notte si accende creando un effetto fortemente scenografico. Lungo la struttura si trovano anche corolle luminose e gruppi di luci che contribuiscono ad arricchire la complessità della decorazione.

Le Candelore oggi

Oggi le quindici candelore ancora esistenti sfilano secondo un ordine consolidato nei secoli. Il piccolo cero di Monsignor Ventimiglia è il primo a partire, seguito da quelli delle corporazioni. Tra le più note c’è il cereo dei rinoti, gli abitanti del quartiere di San Giuseppe La Rena, la più antica tra le grandi candelore, con decorazioni barocche; il cereo dei giardinieri, sormontato da una grande corona e soprannominato “la regina delle candelore”.

Una delle candelore più attese è quella dei pescivendoli, in stile rococò, caratterizzata da una corona floreale sospesa; il cereo dei panettieri, il più grande e pesante di tutti, è decorato con statue in stile classico. A questi si aggiungono altre candelore legate alle diverse categorie di artigiani e commercianti, fino all’ultimo cereo introdotto, il Luigi Maina.

Ogni candelora pesa tra i 400 e i 900 kg e viene portata a spalla dai portatori, che possono essere da 4 a 12, a seconda delle dimensioni del cereo. Oltre ad accompagnare la processione di Sant’Agata, iniziano a sfilare già dieci giorni prima della festa, fermandosi nelle botteghe delle corporazioni di appartenenza. La sfilata è caratterizzata dall’annacata, il caratteristico dondolio che rende il loro incedere ancora più spettacolare: il cereo oscilla avanti e indietro o ruota attorno al proprio asse.  L’effetto coreografico quasi ondeggiante che ne risulta è sorprendente, se si tiene conto della mole della candelora.

Le Candelore sono un elemento unico ed affascinante della tradizione agatina, che coniugano storia, arte e fede in una celebrazione che coinvolge l’intera città di Catania. Sono il simbolo della devozione popolare e della continuità di una tradizione che, da secoli, illumina il cammino della festa più sentita dai catanesi.

 

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