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Battaglia all’ultimo…pomodoro! L’attesissima Tomatina

Ogni anno il pomodoro è il protagonista della tradizionale festa della Tomatina in Spagna, la più grande "battaglia bio" al mondo!

Simona Rubino by Simona Rubino
26 Agosto 2024
in Costumi e tradizioni
Reading Time: 4 mins read
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pomodoro

Contenuti

  • La festa del pomodoro
  • Da rissa a festival
  • Uno spreco di cibo?
  • Il successo della Tomatina

Questo articolo è disponibile anche in: Inglese

Ogni anno le strade del grazioso comune spagnolo Buñol si tingono di rosso… Niente di cui allarmarsi, si tratta solo di innocuo pomodoro. Tutta “colpa” della Tomatina, la peculiare festa tradizionale spagnola che fa perdere la testa a grandi e piccini.

Di cosa si tratta? Il Festival della Tomatina, termine che deriva dallo spagnolo “tomate” (pomodoro, appunto), è la più bizzarra e divertente lotta di pomodori al mondo. Visitatori e curiosi di ogni parte del mondo si recano appositamente a Buñol per partecipare a una “lotta pacifica” che consiste nel lanciarsi vicendevolmente questi frutti maturi.

Come si svolge la festa e quali sono le sue origini? Sono alcune delle domande a cui si cercherà di rispondere, in attesa della prossima edizione della Tomatina il 28 di agosto.

La festa del pomodoro

La Tomatina si festeggia annualmente, ogni ultimo mercoledì del mese di agosto. La battaglia ha inizio tra le viuzze di Buñol, il pittoresco paese nella provincia di Valencia, e gli “attacchi” si concentrano nella Plaza del Pueblo, dove una fitta pioggia di pomodori ricopre la strada.

I partecipanti dell’evento si scatenano, infatti, in un lancio frenetico di pomodori, precedentemente schiacciati con le mani, colpendosi a vicenda senza ragione, o meglio, per il puro piacere di divertirsi. La Tomatina è una delle feste più iconiche della Spagna e attira sempre più masse di giovani alla ricerca di spasso e nuove esperienze.

Quest’anno il festival avrà inizio alle 12:00 di mattina di mercoledì 28 agosto e durerà 60 minuti. Per l’occasione, inoltre, è consigliato venire correttamente equipaggiati. Meglio, dunque, indossare abiti vecchi (perché si macchieranno), scarpe da ginnastica chiuse, preferibilmente antiscivolo, e occhialini da nuoto per riparare gli occhi dagli schizzi.

Il Festival della Tomatina è sinonimo di spasso, ma bisogna rispettare alcune regole: non è consentito introdurre all’evento bottiglie o altri oggetti pesanti; è ammesso tirare solo pomodori, i quali devono essere precedentemente schiacciati con le mani perché potrebbero nuocere ai partecipanti colpiti; infine, è vietato toccare o strappare i vestiti indossati dalle altre persone. Queste poche, ma fondamentali, linee da osservare servono a garantire il corretto svolgimento, nonché la sicurezza, dell’evento.

Da rissa a festival

Quando è nata la Tomatina? La festa è divenuta ufficiale nel 1957, ma percorriamo qualche passo indietro. Probabilmente, la tradizione del lancio dei pomodori è cominciata l’ultimo mercoledì di agosto del 1945, in occasione di una festa di paese. Un gruppo di ragazzi, nel tentativo di farsi strada tra la folla fece cadere un partecipante, il quale, preso dall’ira, iniziò a lanciare oggetti verso di loro.

Scoppiò, così una rissa tra giovani, e la sorte volle che, per la presenza di una vicina bancarella di frutta e verdura, a essere tirati fossero proprio dei pomodori. La zuffa venne poi arrestata dalle forze dell’ordine, ma l’anno successivo la battaglia col pomodoro venne riaccesa in forma volontaria da alcuni ragazzi che portarono da casa il frutto da “scagliare”. La recente tradizione si ripeté gli anni successivi e venne continuamente ostacolata dalla polizia.

Negli anni ’50, durante gli anni della dittatura di Franco, la Tomatina venne persino vietata e si registrarono anche alcuni arresti, fino al 1957, quando, dopo l’ennesima cancellazione della festa, questa venne finalmente ufficializzata. La Tomatina nasce, quindi, da una serie di circostanze casuali provocate da una zuffa giovanile, una vera e propria battaglia improvvisata che dal 2002 è stata riconosciuta come festa di interesse turistico nazionale dalla segretaria generale del turismo.

Proprio per la sempre maggiore affluenza al festival, dal 2013 la Tomatina è diventata un evento a pagamento. Per partecipare alla festa è, dunque, necessario acquistare un biglietto su ticketstomatina.com che copre i costi per la sicurezza e la pulizia delle strade a conclusione del festival.

Uno spreco di cibo?

Non tutti sono sostenitori di questo Festival. Il motivo? In tanti sostengono che lo spreco alimentare sia eccessivo e intollerabile. Si stima, infatti, che la quantità di pomodori lanciati in occasione della festa si aggiri attorno ai 150.000 kg. Diversi camion verranno predisposti per il trasporto e il rifornimento di pomodoro per il prossimo evento.

Quali pomodori vengono utilizzati? Si tratta della varietà “pera”, piuttosto economica. Alla Tomatina vengono destinati i frutti che non soddisfano i requisiti del mercato nazionale. Dunque, vengono appositamente selezionati i pomodori più piccoli e maturi. Si ricorda, in effetti, che questi non devono essere troppo sodi e vanno schiacciati con le mani prima di essere tirati.

Un’ombra sul festival potrebbe, però, abbattersi qualora dovesse passare la legge sulla prevenzione delle perdite e degli sprechi alimentari, ancora in forma di bozza. Le critiche al Festival, comunque, non mancano, soprattutto, da parte dei Banchi Alimentari.

Il successo della Tomatina

Nonostante le critiche, la Tomatina si afferma come una festa di enorme notorietà, in grado di attirare visitatori da tutto il mondo, e di confarsi anche alle esigenze dei più piccoli. È stata prevista, in effetti, una Tomatina Infantil, una versione più soft e controllata della classica festa, aperta alla partecipazione di bambini di età compresa tra i 4 e i 14 anni. Quest’anno l’evento destinato ai più piccoli si è svolto il 24 agosto.

Oltre alla battaglia di pomodoro in sé, il festival offre anche altre attività ricreative: musica e buon cibo non mancano mai. Il Festival della Tomatina è solo una delle tante feste tradizionali celebrate in Spagna e, indipendentemente dalle opinioni che si possono maturare su di esse, vale la pena scoprirle e conoscerle.

 

 

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Specializzata in Lingue e Letterature Comparate e amante delle culture straniere. Nutre una grande passione per l'arabo e la didattica delle lingue.

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