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Ostara, Pasqua pagana: parallelismi e tradizioni nel Mediterraneo

Ostara celebra la rinascita durante l'Equinozio di Primavera: dalle sue radici culturali alle connessioni con le civiltà mediterranee.

Maya Rao by Maya Rao
9 Aprile 2025
in Costumi e tradizioni
Reading Time: 3 mins read
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Ostara

Via Wikimedia Commons.

Contenuti

  • Ostara, Eostre, Estia, Vesta: una primavera dai tanti nomi
  • Da Ostara alla Pasqua Cristiana

Questo articolo è disponibile anche in: Inglese

Marzo 2024 è un mese pregno di celebrazioni. La scorsa domenica, giorno 10, ha avuto inizio il mese sacro islamico del Ramadan; ci si avvicina a grandi passi alla Pasqua cattolica, prevista per domenica 31. Per la Pasqua ortodossa c’è ancora tempo: quest’anno è prevista per il 5 maggio. Tuttavia, all’elenco può esser aggiunta un’ulteriore celebrazione: Ostara, la Pasqua pagana.

Parte degli otto “spicchi” della Ruota dell’Anno, Ostara esalta la rinascita, il ritorno della vita: non a caso, essa va a coincidere con l’Equinozio di Primavera. Sebbene trovi le sue radici nella cultura germanica, questa celebrazione condivide molteplici elementi con le civiltà mediterranee, specialmente con gli antichi culti dei Greci e dei Romani.

Occorre dunque fare un salto indietro nel tempo, alla scoperta di una festività che, ancora oggi, contiene e condivide con le celebrazioni di altre religioni numerosi parallelismi, alcuni dei quali piuttosto celebri.

Ostara, Eostre, Estia, Vesta: una primavera dai tanti nomi

La celebrazione primaverile di Ostara deriva dal nome della divinità germanica Eostre, legata alla rinascita, la vita, la fertilità, il cui nome era inizialmente utilizzato per descrivere il festeggiamento dell’equinozio di primavera. Non si è certi dell’etimologia del nome della dea: tuttavia, la presenza di “aus” o “aes” nel termine riconduce a “Est”, direzione dalla quale si può scorgere l’alba, simbolo di un nuovo inizio.

Parallelismi tra questa divinità e quelle adorate negli antichi culti del Mediterraneo possono essere ritrovati già dalla tradizione greca: secondo alcuni studi, Eostre corrisponderebbe a Estia, primogenita di Crono e Rea, adorata in qualità di protettrice della casa e del focolare.

Dalla Grecia all’antica Roma: la figura di Estia corrisponde a quella di Vesta; in tutti e tre i casi, le celebrazioni di Estia, Vesta e Ostara vengono accomunate dall’accensione di un fuoco una volta iniziate le celebrazioni. Ancora oggi, in diverse parti del mondo si accendono grandiosi falò per celebrare il ritorno della luce, usanza nata pagana e nel tempo adottata da diverse religioni, dal Cristianesimo all’Ortodossia.

Un falò pasquale. Credits: ElHeineken, via Wikimedia Commons.

Sempre nell’antica Grecia, festività per il ritorno della primavera e la celebrazione della vita erano le Adonie, nate per ricordare il ritorno dall’Ade di colui che Afrodite, dea dell’amore in persona, amò profondamente. Secondo la leggenda, il giovane fu ucciso da un cinghiale che, a seconda delle versioni, potrebbe essere stato inviato per gelosia da Ares, Apollo o Artemide: il dolore di Afrodite sconvolse Zeus, che permise a Adone di trascorrere 4 mesi sulla terra dei viventi, 4 dove desiderava, e 4 nell’Ade, momento associato all’inverno.

Da Ostara alla Pasqua Cristiana

Tutte queste festività legate alla vita e alla rinascita, con l’espandersi del Cristianesimo, sono state inglobate e trasformate in una festività in arrivo proprio nei prossimi giorni: la Pasqua. Studi al riguardo furono condotti dal filosofo e linguista tedesco Jacob Ludwig Karl Grimm, fratello maggiore del noto duo letterario, co-autore de Le Fiabe del Focolare: ci racconta di come

Noi tedeschi ancor oggi chiamiamo aprile ostermonat […]. La grande festa cristiana, che di solito cade in aprile o alla fine di marzo, riporta anticamente il nome ôstarâ. Si deve essere denotato, nella religione pagana, un essere superiore, il cui culto era così saldamente radicato che gli insegnanti cristiani tollerarono il nome e lo applicarono a una delle loro più grandi festività.

 

Da Ostara a Easter, nome inglese per la Pasqua cattolica, celebrata in tutto il mondo. Tuttavia, sebbene quest’antica e cangiante celebrazione sia stata inglobata dal Cristianesimo, permangono ancora oggi, anche nella tradizione religiosa, elementi “pagani” che è possibile cogliere guardandosi intorno ora più che mai in questo periodo, durante il quale la festività va avvicinandosi.

Secondo le antiche leggende, l’animale rappresentativo della divinità altro non era che la lepre: una tradizione che, sebbene venga adottata in minor parte anche nel multiculturalismo mediterraneo, è diffusissima in America e in Inghilterra.

Le lepri, secondo i racconti, portavano le uova: elementi che, da sempre, rappresentano la vita, e la rigenerazione: elementi strettamente legati a tali festività. A differenza della lepre, l’uovo pasquale ha preso più piede anche nei paesi mediterranei: i supermercati, in questo periodo, ne sono pieni, per la felicità di grandi e piccini.

Ostara, dunque, dimostra ancora una volta come il Mediterraneo, culla di molteplici civiltà, abbia accolto anche tradizioni da esso apparentemente lontane, inglobandole, trasformandole, e attualizzandole, così che, ancora oggi, esse risultino più vive che mai negli elementi che le contraddistinguono.

 

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